martedì 14 giugno 2011

PASSIVO E ATTIVO


Interessante il tema del rapporto tra passività e attività. La formulazione più chiara del tema l'ha data, parlando di cinema, Serge Daney, nei suoi diari. L'esperienza del cinema per lui era connessa alla sala buia, alla passività al dover rimanere fermi e zitti. La contrapponeva al vedere qualcosa alla televisione, in piena luce, magari facendo altro, magari qualcosa di registrato, che posso fermare, riavvolgere, far ripartire all'infinito. Quello che abbiamo perso è il senso di essere passivi, di dover attendere che qualcun altro faccia qualcosa, una cosa a partire dalla quale noi, a nostra volta, possiamofare qualcos altro, agire di conseguenza. Si potrebbe dire, forse semplificando, che l'attività ha senso solo su uno sfondo di passività. Siamo attivi nel rapporto con l'oggetto del desiderio solo se siamo in parte sospesi al suo non essere ancora presente, al fatto che non dipende da noi che sia presente, e proprio perché non dipende da noi moltiplichiamo i gesti per anticipare a presenza, per influenzare le cose.

image ©  Hiroshi Sugimoto, Union City (1993)

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